Il mercato del carbonio: cosa si compra, perchè e come funziona?

Una breve introduzione ai mercati regolamentati e volontari e al ruolo delle foreste

Tempo di lettura: 4 min

Foto di Grant Durr da Unsplash

Siete una piccola azienda e volete scrivere sul vostro prodotto, ad esempio un detersivo, “carbon neutral”. Pensate che così le persone saranno più contente di comprare da voi invece che dalla concorrenza, perché la questione della sostenibilità sta interessando una fetta sempre maggiore di clienti. Cosa potete fare per rendere il vostro detersivo carbon neutral? Potete farlo compensando le emissioni di gas serra rilasciate in atmosfera per produrlo.

Vi rivolgete allora ad un consulente ambientale esperto in “carbon footprint”, o “impronta ecologica”, di prodotto, e vi fate fare una stima appunto dell’impronta ecologica del detersivo, cioè quanto “costa” all’ambiente in termini di emissioni. Voi dovrete pagare qualcuno affinchè realizzi un progetto che sequestri l’esatta quantità di emissioni (gas serra) che voi avete rilasciato in atmosfera in fase di produzione.

Un progetto di riforestazione, ad esempio. Solo che questo qualcuno ha già fatto il progetto, i gas serra sono già stati rimossi, e ha caricato la quantità sequestrata su una apposita piattaforma – i registri – perché chi vuole compensare la possa acquistare. Visto che i gas serra sono stati sequestrati in anticipo, si chiamano crediti. Andate allora in cerca di un broker o un trader esperto del mercato di carbonio che abbia accesso ai registri affinché vi trovi tanti crediti quanti ve ne servono, al miglior prezzo. Non vi resta che acquistarli e in questo modo avete compensato le vostre emissioni.

Questa è una potenziale interazione tra gli attori coinvolti nel mercato del carbonio: nello specifico abbiamo visto il processo di acquisto di crediti all’interno del mercato volontario del carbonio. Andiamo ancora più nello specifico parlando di cosa vuol dire mercato volontario. Andiamo con calma e diamo un po’ di contesto.

Un credito di carbonio corrisponde a una tonnellata di anidride carbonica equivalente

I gas ad effetto serra sono principalmente tre: anidride carbonica (CO2), metano (CH4) e protossido di azoto (N2O). Essi assorbono calore e lo trattengono sulla superficie terrestre permettendo di fatto la vita sulla Terra. Solo che, se la loro quantità in atmosfera aumenta, aumenta anche la quantità di calore che assorbono. La loro quantità aumenta a causa nostra e delle nostre attività inquinanti. L’anidride carbonica è il gas maggiormente emesso, quindi la si prende sempre come riferimento e si parla di CO2 equivalente quando sono compresi anche gli altri gas serra. Un credito di carbonio corrisponde ad una tonnellata di CO2 equivalente, rimossa o evitata.

Il mercato del carbonio è nato con il Protocollo di Kyoto

Il Protocollo di Kyoto, avvenuto nel 1997, è stato il primo trattato internazionale vincolante con il quale i Paesi firmatari si impegnavano a ridurre le proprie emissioni ad effetto serra. L’obiettivo era ridurre le emissioni del 5% rispetto ai livelli del 1990. Per farlo, l’accordo prevedeva che gli stati adottassero misure nazionali di riduzione, ma anche le cosiddette “misure flessibili”. Queste misure flessibili permettono ai Paesi che non riescono a mantenere gli impegni di riduzione presi, di “farcela” comunque. Un modo prevede di comprare crediti da altri Paesi che invece sono riusciti a stare sotto i loro impegni; un altro prevede di avviare progetti di sequestro di CO2 in Paesi in via di sviluppo e usare i crediti generati per raggiungere i propri obiettivi di riduzione. Il primo meccanismo si chiama International Emission Trading, il secondo Clean Development Mechanism. Questi meccanismi hanno trovato una sorta di continuità nell’articolo 6 dell’Accordo di Parigi che è l’accordo internazionale attualmente in vigore.

Ai mercati cogenti accedono i soggetti obbligati, ai mercati volontari chiunque voglia

I meccanismi flessibili appena descritti fanno parte del mercato cogente, che è regolamentato a livello nazionale con apposite leggi che potete trovare sul sito dell’ISPRA. In parallelo a questo mercato cogente se ne è sviluppato uno volontario non regolamentato, nato dall’emergere di una domanda a cui ha fatto seguito un’offerta, in cui anche i soggetti non obbligati per legge, ad esempio i singoli individui, possono comprare crediti di carbonio per compensare le proprie emissioni. Esiste poi anche un terzo tipo di mercato: quello domestico, con regolamenti sviluppati da uno Stato e con validità solo per quel dato Stato, come il mercato di carbonio della Cina o del Regno Unito.

Le foreste sono carbonio 

Lo avrete intuito, i progetti che sequestrano carbonio possono riguardare il settore forestale visto che le foreste immagazzinano carbonio nelle loro parti vegetali, soprattutto quelle lignee, e nel suolo. Esistono tre tipi di crediti di carbonio possibili: quelli che tolgono anidride carbonica dall’atmosfera, come la riforestazione; quelli che riducono l’emissione di anidride carbonica, come la gestione forestale sostenibile; quelli che evitano le emissioni, come la prevenzione della deforestazione o di incendi. I progetti che evitano la deforestazione o il degrado delle foreste si chiamano REDD+, che sta per Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation. Il simbolo “più” alla fine sta a significare il ruolo della conservazione, della gestione sostenibile e il miglioramento degli stock di carbonio forestale.


Può sembrare che il mercato volontario dei crediti di carbonio, a differenza di quello cogente, sia uno strumento di greenwashing, perché non incentiva nessuno a ridurre le proprie emissioni. Non potrebbe essere visto però come strumento di supporto in una fase di transizione verso produzioni e stili di vita più efficienti e meno impattanti? L’esistenza del mercato volontario dimostra che il servizio ecosistemico forestale di riduzione dell’anidride carbonica in atmosfera è valorizzato, perché molti sono disposti a spendere soldi perché esso avvenga. E nonostante tutto, il valore economico attribuito alle foreste fa sì che esse siano protette e conservate.

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