Foreste nella Terra di Mezzo: cercando gli Anelli del Potere

Piccola guida agli alberi e alle foreste più famose del mondo di Tolkien

Tempo di lettura 6′

Questo autunno si preannuncia uno dei più interessanti degli ultimi anni, e se vi state chiedendo per quale motivo, basta guardare il palinsesto. Dopo alcuni anni dalla loro ultima apparizione, sono tornati infatti sul piccolo schermo i personaggi e il mondo del Signore degli Anelli. Chi ha letto i libri conosce molto bene l’attenzione, alle volte fin troppo minuziosa, che Tolkien pone nei dettagli, nella descrizione dei suoi protagonisti e i paesaggi da loro attraversati. Per quelli che hanno visto solamente i film, ben si ricorderanno la transizione fra i diversi luoghi nel viaggio che va dalla lussureggiante Contea fino alle oscure lande dominate dal Monte Fato. Alcuni ricorderanno, poi, come certe scene più rappresentative delle avventure di Frodo e la sua allegra compagnia si svolgano proprio in scenari dalla natura incontaminata, che vedono in particolare la presenza di catene montuose imponenti, ma anche di alberi e foreste.

Aspettando di vedere quanto ancora ci riserverà questa nuova avventura, vogliamo riscoprire assieme alcune curiosità riguardanti gli alberi e le foreste più iconiche del mondo tolkeniano. A questo link potete trovare la mappa interattiva della Terra di Mezzo, del LOTR Project, dove ci sono anche le foreste!

I luoghi della Terra di Mezzo. Immagine da hyperborea.live

1. I Due Alberi di Valinor

I Due Alberi di Valinor sono presentati all’inizio del Silmarillion, il corpus mitologico e vera e propria Genesi della Terra di Mezzo, che descrive le ere precedenti gli avvenimenti de Lo Hobbit e del Signore degli Anelli. I due alberi sono, ad un certo punto, le uniche sorgenti di luce sulla terra conosciuta di Valinor: Telperion emanava luce argentea ed aveva foglie scure (argentee su un lato), mentre Laurelin emanava una luce dorata, ed aveva foglie pallide, “screziate d’oro”. I due alberi scandivano infatti le giornate alternandosi l’uno con l’altro: in sette ore ogni albero raggiungeva il massimo splendore per poi diminuire, e un’ora prima che lo splendore di un albero cessasse, l’altro iniziava ad emanare luce creando così un “giorno” di dodici ore. Dopo essere stati distrutti da Melkor (l’Oscuro Signore prima della venuta di Sauron), la luce dei due alberi venne conservata in tre gioielli, i Silmaril.

2. La Vecchia Foresta, il Vecchio Uomo Salice e Tom Bombadil.

Se il nome Vecchia Foresta non vi dice nulla tranquilli, non preoccupatevi non vi siete persi. Infatti, questa non si trova menzionata direttamente all’interno dei film di Jackson, ma principalmente nel libro. Ad onor del vero un suo riadattamento è presente anche nella versione cinematografica. Essa si trova all’estremo est della Contea, dopo la Terra di Buck. Un tempo la foresta faceva parte dell’immensa distesa di alberi che si estendeva dal Boscoverde, ad est delle Montagne Nebbiose, fino a raggiungere i confini della Contea, alle pendici delle Montagne Azzurre nella piana dell’Eriador. Gli alberi di questo bosco, corrotti dalla malvagità di Melkor, dopo il ritiro delle foreste cominciarono a sviluppare una coscienza, oltre che la capacità di muoversi e parlare, ma si rivelarono particolarmente ostili verso gli abitanti delle terre vicine, come gli Hobbit della Contea. Nel loro viaggio verso Granburrone, gli hobbit Frodo, Sam, Merry e Pipino attraversano la Vecchia Foresta per sfuggire ai Nazgûl, ma a causa della malvagità degli alberi finiscono col perdersi e raggiungere il cuore della foresta dove verranno catturati dal Vecchio Uomo Salice, l’albero più pericoloso dell’intera foresta. Solo il provvidenziale intervento di Tom Bombadil, un personaggio che vive al limitare della foresta ed immune alla malvagità del luogo, impedirà l’imminente tragedia e permetterà ai quattro Hobbit di proseguire il loro viaggio.

3. La Foresta di Fangorn

Di sicuro la foresta più conosciuta della Terra di Mezzo, resa famosa dalla lunga sequenza presente nel secondo film della trilogia (“Le due torri”). All’interno di questa foresta, infatti, si svolgono le avventure dei due hobbit Merry e Pipino, che vi entrano per sfuggire agli Uruk-hai di Saruman. Anche questa foresta un tempo faceva parte dell’immensa distesa di alberi che si estendeva dal Boscoverde fino alla Contea, nella piana dell’Eriador. Col passare  dei millenni, tuttavia, la foresta si è pian piano ritirata fino al territorio attuale compreso tra i fiumi Entalluvio e  Limiterso. Per secoli i suoi confini rimasero inviolati dagli Uomini, fino a quando gli Orchi dello stregone Saruman non cominciarono ad intaccare profondamente la foresta ai fini di fortificare la sua dimora di Isengard e per alimentare le fornaci delle armi per l’esercito dello stregone. Questa foresta “relitto”, ultimo territorio incontaminato e rimasto per secoli indisturbato, è l’unico posto dove ancora vivono gli Ent, i Pastori degli Alberi, antiche e potenti creature.

4. Barbalbero e gli Ent

Gli Ent, ossia i Pastori degli Alberi, sono gli essere senzienti più antichi della Terra di Mezzo, creati da Eru, l’essere supremo di Eä, l’universo di cui fa parte anche la Terra di Mezzo, con lo scopo di preservare le foreste, facendo una vera e propria gestione forestale sostenibile (come potremmo definirla oggi). Il loro scopo, per secoli, è stato quello di mantenere la foresta sradicando ed eliminando erbe e alberi maligni, e proteggere gli altri alberi dalle asce indiscriminate di Uomini e Orchi. Gli Ent non hanno un aspetto ben definito, ma somigliano molto agli alberi sotto la loro custodia, come castagni e querce, ma anche betulle e salici. Sono alti in media tra i 4 e gli 8 metri e hanno un numero variabile di dita che va da tre a nove. Sono dotati di una forza spropositata, come si vede anche nella pellicola cinematografica, addirittura maggiore di quella dei Troll. Barbalbero, uno degli esemplari più antichi e saggi, è l’Ent che incontra Merry e Pipino e che guiderà poi i suoi fratelli alberi sotto le mura di Isengard radendo al suolo le fornaci e la fortezza.

“La rabbia degli Ent” – Gli Ent assaltano la torre di Orthanc, Isengard. Autore: Ted Nasmith.

5. Bosco Atro e Reame Boscoso

Conosciuto in passato anche come Boscoverde, si trova ad est delle Montagne Nebbiose, nelle Terre Selvagge. Dopo l’insediamento di Sauron nella cittadella abbandonata di Dol Guldur, situata nella parte meridionale della foresta, questa stessa divenne un luogo malsano ed infestato da ragni, Orchi e altre creature mostruose. All’interno del Bosco Atro si trova il Reame Boscoso, situato nella parte settentrionale della foresta dalle Montagne Grigie fino ai Monti Neri, una piccola catena montuosa all’interno dello stesso bosco. Il Reame è abitato dai Sindar (Elfi Grigi) e dai Nandor (Elfi Silvani). Ad esempio, Legolas, uno dei personaggi più noti, è principe degli Elfi Grigi. I Sindar prendono parte alla Battaglia dei Cinque Eserciti, ripresa nella trilogia de Lo Hobbit, e compaiono assieme alle forze degli Elfi anche nella trilogia originale del Signore degli Anelli. Solo dopo la caduta di Sauron, alla fine della Guerra dell’Anello, il Bosco Atro tornò nelle mani degli Elfi che lo ripristinarono riportandolo all’antico splendore.

6. L’Albero Bianco e la rinascita del Regno degli Uomini

Uno dei simboli iconici del terzo film di Jackson “Il Ritorno del Re” è proprio l’Albero Bianco, situato nella Corte della Fontana della cittadella di Minas Tirith. L’albero, simbolo dei re di Gondor, trae le sue origini da un seme dall’albero argenteo Telperion piantato a Númenor, l’isola mitologica che venne anticamente distrutta a seguito dell’arroganza dei suoi abitanti mal consigliati da Sauron. La storia dell’Albero Bianco presente nel libro è diversa da quella raccontata però nel film. In entrambi, infatti, durante il lungo periodo della Reggenza, l’albero fioriva di rado, in quanto la linea dei re di Gondor si era spezzata. Dichiarato morto però rimase nella sua posizione nella Corte in attesa del ritorno di un sovrano. Nel film, poco prima dell’inizio della Guerra dell’Anello l’albero è stato fatto rifiorire con un unico fiore, simbolo della “speranza”. All’incoronazione di Aragorn, è invece ricoperto di fiori. Nel libro, invece, all’inizio del suo regno, Aragorn, scoprì, con l’aiuto di Gandalf, un ramoscello dell’Albero Bianco sui pendii sopra la città, che fu piantato al posto di quello vecchio nel Cortile della Fontana e fiorì pochi anni dopo. L’albero morto fu sepolto nelle Tombe dei Re, con tutti gli onori normalmente accordati ad un monarca caduto.

Come avete potuto vedere, Tolkien dà molta importanza alla componente arborea e vegetale, come del resto a quella naturale all’interno della sua narrazione. Ci ispira, con un messaggio mai come ora attuale, a prenderci cura delle foreste (come fatto dagli Ent, ma anche dagli Elfi Grigi) per affrontare questi tempi perigliosi in cui il nostro polmone verde si trova in pericolo a causa del cambiamento climatico.

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