Tree climbing? Parola ad Emanuele, tree climber professionista

Ci siamo fatti raccontare il lavoro di tree climber da uno che lo fa quotidianamente Tempo di lettura 4′ Emanuele Viganò vive a Cernusco sul Naviglio in provincia di Milano. Si laureò a Padova nel 2019 e subito dopo cominciò a lavorare come giardiniere. Sotto il suo datore di lavoro acquisì competenza, esperienza e l’abilitazioneContinua a leggere “Tree climbing? Parola ad Emanuele, tree climber professionista”

Cosa lega sport, lavoro e alberi? La corda di un tree climber!

Nel settore forestale esiste una pratica davvero affascinante con cui operatori e operatrici specializzati si prendono cura di alberi maestosi, spesso posti in contesti scomodi come quello urbano. Si tratta del Tree Climbing!
Nel nostro nuovo articolo parleremo di questa pratica, sempre più famosa, che concilia sport e lavoro nella cura degli alberi, garantendo sicurezza per chi la pratica e fascino in chi la vede. Sì, perché se non ti va di fermarti al cantiere, puoi tranquillamente assistere ai campionati nazionali, europei o mondiali per vedere i/le migliori climbers in azione!
Buona lettura!

Cosa dice la Strategia Forestale Nazionale (se non lo sapevate, sapevatelo!)

9 Febbraio 2022, avviene un fatto inedito in Italia: viene pubblicato per la prima volta un documento strategico per le foreste Italiane, la Strategia Forestale Italiana. Di cosa si tratta? Perché è così importante? Cos’ha di speciale? Ma soprattutto: perché dovrebbe interessare, almeno come notizia, anche a chi non lavora nel settore forestale? Qui risponderò solo all’ultima di queste domande: perché le foreste riguardano tutti, indistintamente dal fatto che ci si viva vicino o lontano, in paesi diversi, dall’altra parte del mondo rispetto alle foreste di cui si parla. Per le risposte a tutte le altre domande vi auguro una buona lettura :).
(Spoiler: anche Luca Toni viene menzionato)

Alberi come parti di “solide strutture” contro i cambiamenti climatici

Il legno è bello. Non credo ci sia la base su cui discutere ed essere in disaccordo con questa affermazione. A tutti piace un bel mobile, un pavimento o le travi di un solaio o di un tetto, tutto di legno. E se vi dicessi che non è solo bello? Che si possono fare dei grattacieli in legno e che così facendo contribuiremmo a combattere e i danni del cambiamento climatico? Insomma non vi starei mentendo e nell’articolo di oggi vi parlo del legno come materiale bello, utile per un’edilizia efficiente e che ci può aiutare a mitigare i cambiamenti climatici se utilizzato correttamente. Per capire vi basterà leggere 😉

La salvaguardia dei boschi trasmessa anche ai più piccoli

Bosco, natura, campeggio in montagna… é bello viverli sin da piccoli. Ce lo insegnano i campiscuola che ogni estate organizzano le associazioni di protezione civile in tutta Italia.

É un’opportunità per conoscere i rischi del nostro territorio, per imparare a salvaguardare l’ambiente e a prendercene cura, associando formazione e divertimento.

E poi stare a contatto con la natura allevia ansia e stress. Dopo che l’emergenza covid-19 ci ha costretto a limitare fortemente gli spostamenti, stando sempre a casa, quanti benefici apporta passare qualche giorno lontano dalla città e dalla tecnologia?

Foreste… smart?!

Smart-phone, smart-car, smart-cities… Sembra che il ritornello del mondo moderno sia quello di pensare e progettare realtà intelligenti ed efficienti, in modo tale che queste diventino sempre più autonome e indipendenti. L’aggettivo “smart”, appunto, serve ad indicare, per gli oggetti, una capacità di eseguire alcune azioni indipendenti. Perché non parlare di foreste smart allora?

Cosa sono le food forest

I nostri antenati camminavano sulla terra raccogliendo frutta, bacche, noci, erbe e radici per mangiare e per fare medicine, tutto nello stesso luogo. Ora ci siamo specializzati: coltivazioni da una parte, foreste dall’altra. La parte produttiva separata da quella ricreativa. Recentemente qualcuno ha pensato di riunire queste due componenti, un’idea antica quanto innovativa. E si sta andando oltre, avvicinando sempre di più la città e la natura, due unità che sono andate storicamente allontanandosi: le foreste commestibili stanno diventando urbane.

Il boscaiolo: sex symbol, tipo losco? Niente di tutto ciò!

Scommetto che non avete mai provato a googlare la parola “boscaiolo”?! Dai su! Provate! Cosa appare? I primi risultati del web rappresentano il boscaiolo come un giovane fulvo barbuto dai muscoli possenti che veste una rigorosa camicia a quadri rossa e nera e ha in mano una grossa accetta. Se scorrete la pagina verso il basso vi appaiono invece notizie che affermano che il taglio degli alberi da parte dei boscaioli è un delitto o più volte che “l’assalto ai boschi è dannosissimo”. Attenzione! Il boscaiolo non è né un sex symbol pronto a scaldare il cuore di qualche giovane donzella, né una losca e terribile figura dall’aria malvagia pronta a utilizzare la motosega senza pietà!

Selvicoltura: parte II

L’Italia è fra i primi importatori di legname in Europa e nel mondo. Spesso però l’importazione avviene da Paesi con meno strumenti e risorse in grado di garantire la sostenibilità di questa produzione, cosa che invece l’Italia potrebbe fare. E per riuscire a soddisfare il nostro fabbisogno di alcune tipologie, e quantità, di legni non è necessario piantare nuovi boschi: basterebbe gestire meglio, attivamente, quelli che abbiamo e che sono abbandonati. Inevitabilmente però una buona gestione passa prima da una fase di pianificazione.

Selvicoltura: parte I

Il capo del Governo Conte a maggio 2020 l’ha inserita tra le attività prioritarie del post-quarantena, ma quanti sanno cos’è?
Camminando in un bosco, capita di guardarsi attorno e vedere tante piante e pensare che sia un ambiente del tutto naturale, per così dire selvaggio. Non è però così naturale come potremmo pensare, in quanto le foreste italiane sono quasi tutte soggette da secoli alla mano dell’uomo, come nel caso delle…