“Per fare un tavolo ci vuole un fiore”

Quale filo sottile unisce un tavolo ad un fiore? Ci aiuta Sergio Endrigo con le parole di una delle sue canzoni più famose! Ma cosa ne sapeva il buon Sergio di alberi, foreste, tronchi e tavoli? Probabilmente poco, ma anche lui aveva capito che per raggiungere determinati traguardi bisogna partire dalle piccole cose e procedere un passetto alla volta.
Questa settimana ci addentriamo in uno dei concetti più articolati del mondo forestale, quello della filiera foresta-legno, partendo proprio dai nostri amati boschi e arrivando… al mobile!

Dalla foresta al piatto: la strada di una castagna

E’ appena finito, o quasi, il momento di rintanarsi davanti al fuoco con un bel piatto di castagne calde da mangiare in buona compagnia. E’ molto probabile che chi riceve la tredicesima l’abbia spesa per queste prelibatezze autunnali e probabilmente ne è valsa la pena. Ma vi siete mai chiesti come arrivano le castagne nei vostri piatti? Perchè costino così tanto? Abbiamo provato a rispondere a questa e ad altre domande in questo breve pezzo. Perciò se siete curiosi non vi resta altro che cliccare sul link apposito!
P.S. C’è anche una citazione sulle castagne che non dovrebbe passare inosservata 🙂

Alla scoperta del lato verde di Berlino

in questo nuovo articolo vi mostreremo il lato più naturale di una delle città più importanti d’Europa. Oltre alla grandissima quantità di storia, Berlino si distingue anche per i numerosi parchi e aree verdi che decorano la città, oltre che per essere un esempio in ambito di recupero di aree abbandonate e dismesse. Inoltre, per gli amanti dello sport, parleremo anche di un fatto curioso che lega alberi e olimpiadi. Quindi cosa aspetti? Clicca sul link e buona lettura!

Lo zio Nico: il cercatore di tesori forestali non legnosi

Oltre alla statura ciò che mi colpisce di più di mio zio Nico, è la capacità soprannaturale di trovare funghi ed essere un buon cercatore di questi tesori. Non è una questione di poco conto. Essere un raccoglitore di funghi è un’arte! Come ogni buon raccoglitore di funghi, mio zio Nico ha un particolare equipaggiamento con cui si prepara prima di andare per boschi e predilige estate ed autunno, che sono i periodi in cui il bottino è più fruttuoso e abbondante. Ma prima di raccogliere funghi in un comune dove non è residente deve rivolgersi agli uffici locali per ottenere il permesso. Con il ricavato l’amministrazione locale contribuisce ai costi di gestione dei boschi di proprietà e a garantire i diversi servizi ecosistemici.

Cosa lega sport, lavoro e alberi? La corda di un tree climber!

Nel settore forestale esiste una pratica davvero affascinante con cui operatori e operatrici specializzati si prendono cura di alberi maestosi, spesso posti in contesti scomodi come quello urbano. Si tratta del Tree Climbing!
Nel nostro nuovo articolo parleremo di questa pratica, sempre più famosa, che concilia sport e lavoro nella cura degli alberi, garantendo sicurezza per chi la pratica e fascino in chi la vede. Sì, perché se non ti va di fermarti al cantiere, puoi tranquillamente assistere ai campionati nazionali, europei o mondiali per vedere i/le migliori climbers in azione!
Buona lettura!

Salvate il soldato Edera!

Da operatore chiave dell’ecosistema di alcuni boschi a criminale di guerra il passo è brevissimo. Tempo di lettura 5′ In Natura, niente è lasciato al caso. Ogni specie, infatti, animale o vegetale che sia, occupa un posto chiave nelle complesse dinamiche ecologiche che compongono e regolano i vari sistemi. Il bosco – in quanto ecosistemaContinua a leggere “Salvate il soldato Edera!”

Lo scientifico perchè abbracciare gli alberi fa bene

Abbracciare gli alberi fa bene. Lo dice la scienza, lo dice Marco Nieri, uno dei massimi esperti a livello internazionale di bioenergetica vegetale. Gli alberi, come tutti gli esseri viventi, emettono un debole campo elettromagnetico. Visto che è debole, per entrarci in contatto bisogna avvicinarsi molto, toccarlo bene, ancora meglio abbracciarlo. Le onde elettromagnetiche emesse dagli alberi agiscono sui nostri organi facendoli funzionare meglio. Appena il contatto termina però, la magia svanisce. Eppure, la memoria di questo beneficio resta nel nostro sistema nervoso. Tra gli alberi dal campo magnetico più potente ci sono quercia, palma, tiglio, frassino, magnolia, agrifoglio, olivo, ciliegio.

Alberi come parti di “solide strutture” contro i cambiamenti climatici

Il legno è bello. Non credo ci sia la base su cui discutere ed essere in disaccordo con questa affermazione. A tutti piace un bel mobile, un pavimento o le travi di un solaio o di un tetto, tutto di legno. E se vi dicessi che non è solo bello? Che si possono fare dei grattacieli in legno e che così facendo contribuiremmo a combattere e i danni del cambiamento climatico? Insomma non vi starei mentendo e nell’articolo di oggi vi parlo del legno come materiale bello, utile per un’edilizia efficiente e che ci può aiutare a mitigare i cambiamenti climatici se utilizzato correttamente. Per capire vi basterà leggere 😉

I prodotti forestali non legnosi 

Pochi giorni fa ad un evento per un progetto di agroforestazione (campi e boschi che si abbracciano e si vogliono bene) ho sentito un’osservazione molto curiosa: il pata negra, noto prosciutto spagnolo, può essere definito come un prodotto di foresta. Questo mi ha fornito uno spunto per raccontarvi un po’ il mondo dei prodotti forestali non legnosi, ovvero tutti quei prodotti che esistono grazie alla foresta, ma non sono fatti di legno.
Alcuni esempi? Un bel po’ di erbe medicinali, da cui sono stati sintetizzati dei principi attivi tra cui quello dell’aspirina (spoiler: viene dal salice), i vari funghi, dei materiali che usiamo tutti i giorni o quasi, come la gomma e il sughero dei tappi di bottiglia, e tanti altri ancora in cui vi imbatterete in questo articolo!
Spero che questo pezzo faccia riflettere su come anche se non viviamo in foresta e non viviamo di foresta ne siamo molto più legati e dipendenti di quanto potremmo pensare, sorseggiando un whisky invecchiato in botte di rovere (ndr una specie di quercia) in una comoda poltrona nel nostro appartamento in città.

All’ombra dell’ultimo sole

Nelle grandi città italiane, ma non solo, il cambiamento climatico ha portato ad un innalzamento ancor più tremendo delle temperature, soprattutto durante la stagione estiva. Questo è dovuto all’effetto delle cosiddette “isole di calore”, causate dalla riflessione dei raggi solari sulle superfici di cemento. Una soluzione per contrastare questo fenomeno è quello di inserire più elementi riflettenti all’interno del paesaggio cittadino, aumentandone la superficie verde. Parliamo proprio di alberi. I corridoi e le infrastrutture verdi (parchi, giardini, viali alberati, aiuole, etc.) fornendo una copertura verde continua possono contribuire attivamente alla riduzione delle temperature fino ad un massimo di 8°C. Esempi di città che hanno adottato o stanno adottando strategie per migliorare e implementare il proprio verde urbano sono molteplici (Tokyo, Washington, Sydney, Vancouver, Singapore, etc.). In questo pezzo vi portiamo prima in Colombia nella Città dell’Eterna Primavera e poi in Italia, dove la visione di un uomo ha gettato le basi per l’architettura del presente.