Cosa lega sport, lavoro e alberi? La corda di un tree climber!

Alla scoperta di una delle attività più affascinanti del settore forestale Tempo di lettura 5′ Chi da bambino ha avuto la fortuna di crescere giocando spesso a contatto con la natura ricorderà di aver provato almeno una volta ad arrampicarsi su un albero. La sensazione di vedere il mondo da qualche metro più in alto,Continua a leggere “Cosa lega sport, lavoro e alberi? La corda di un tree climber!”

Salvate il soldato Edera!

Da operatore chiave dell’ecosistema di alcuni boschi a criminale di guerra il passo è brevissimo. Tempo di lettura 5′ In Natura, niente è lasciato al caso. Ogni specie, infatti, animale o vegetale che sia, occupa un posto chiave nelle complesse dinamiche ecologiche che compongono e regolano i vari sistemi. Il bosco – in quanto ecosistemaContinua a leggere “Salvate il soldato Edera!”

Lo scientifico perchè abbracciare gli alberi fa bene

Abbracciare gli alberi fa bene. Lo dice la scienza, lo dice Marco Nieri, uno dei massimi esperti a livello internazionale di bioenergetica vegetale. Gli alberi, come tutti gli esseri viventi, emettono un debole campo elettromagnetico. Visto che è debole, per entrarci in contatto bisogna avvicinarsi molto, toccarlo bene, ancora meglio abbracciarlo. Le onde elettromagnetiche emesse dagli alberi agiscono sui nostri organi facendoli funzionare meglio. Appena il contatto termina però, la magia svanisce. Eppure, la memoria di questo beneficio resta nel nostro sistema nervoso. Tra gli alberi dal campo magnetico più potente ci sono quercia, palma, tiglio, frassino, magnolia, agrifoglio, olivo, ciliegio.

Alberi come parti di “solide strutture” contro i cambiamenti climatici

Il legno è bello. Non credo ci sia la base su cui discutere ed essere in disaccordo con questa affermazione. A tutti piace un bel mobile, un pavimento o le travi di un solaio o di un tetto, tutto di legno. E se vi dicessi che non è solo bello? Che si possono fare dei grattacieli in legno e che così facendo contribuiremmo a combattere e i danni del cambiamento climatico? Insomma non vi starei mentendo e nell’articolo di oggi vi parlo del legno come materiale bello, utile per un’edilizia efficiente e che ci può aiutare a mitigare i cambiamenti climatici se utilizzato correttamente. Per capire vi basterà leggere 😉

I prodotti forestali non legnosi 

Pochi giorni fa ad un evento per un progetto di agroforestazione (campi e boschi che si abbracciano e si vogliono bene) ho sentito un’osservazione molto curiosa: il pata negra, noto prosciutto spagnolo, può essere definito come un prodotto di foresta. Questo mi ha fornito uno spunto per raccontarvi un po’ il mondo dei prodotti forestali non legnosi, ovvero tutti quei prodotti che esistono grazie alla foresta, ma non sono fatti di legno.
Alcuni esempi? Un bel po’ di erbe medicinali, da cui sono stati sintetizzati dei principi attivi tra cui quello dell’aspirina (spoiler: viene dal salice), i vari funghi, dei materiali che usiamo tutti i giorni o quasi, come la gomma e il sughero dei tappi di bottiglia, e tanti altri ancora in cui vi imbatterete in questo articolo!
Spero che questo pezzo faccia riflettere su come anche se non viviamo in foresta e non viviamo di foresta ne siamo molto più legati e dipendenti di quanto potremmo pensare, sorseggiando un whisky invecchiato in botte di rovere (ndr una specie di quercia) in una comoda poltrona nel nostro appartamento in città.

All’ombra dell’ultimo sole

Nelle grandi città italiane, ma non solo, il cambiamento climatico ha portato ad un innalzamento ancor più tremendo delle temperature, soprattutto durante la stagione estiva. Questo è dovuto all’effetto delle cosiddette “isole di calore”, causate dalla riflessione dei raggi solari sulle superfici di cemento. Una soluzione per contrastare questo fenomeno è quello di inserire più elementi riflettenti all’interno del paesaggio cittadino, aumentandone la superficie verde. Parliamo proprio di alberi. I corridoi e le infrastrutture verdi (parchi, giardini, viali alberati, aiuole, etc.) fornendo una copertura verde continua possono contribuire attivamente alla riduzione delle temperature fino ad un massimo di 8°C. Esempi di città che hanno adottato o stanno adottando strategie per migliorare e implementare il proprio verde urbano sono molteplici (Tokyo, Washington, Sydney, Vancouver, Singapore, etc.). In questo pezzo vi portiamo prima in Colombia nella Città dell’Eterna Primavera e poi in Italia, dove la visione di un uomo ha gettato le basi per l’architettura del presente.

I “ Giubbini fluorescenti”

Ogni città ha al suo interno strade con file di alberi, parchi, aiuole verdi ecc. Ma chi si occupa della valutazione della salute delle piante che li compongono? Ebbene, se per caso notate in giro dei “tipi strani” che indossano giubbini fluorescenti e hanno in mano strumenti particolari e improbabili, sappiate che sono i tecnici forestali ! Non sono quindi creature mitologiche (ne ausiliari del traffico che tappezzano di multe le auto, non confondetevi!), ma professionisti incaricati di mantenere al sicuro ogni singolo cittadino grazie alle accurate valutazioni che fanno riguardo il verde urbano e le piante presenti, come si presentano e qual è lo stato di salute.
Affrontano mille avventure e lavorano in qualsiasi condizione climatica.
Volete saperne di più? Leggete l’articolo!!!

Forest bathing per essere più felici

Il forest bathing, che può essere tradotto in italiano come “bagno di foresta”, è nato in Giappone negli anni ottanta e sta prendendo piede sempre di più anche in Europa. Si tratta di una pratica di risveglio dei cinque sensi che si svolge in foresta al fine di rilassarsi e di ridurre lo stress. Sono stati svolti numerosi studi che hanno evidenziato come il forest bathing aiuti a prevenire malattie e disturbi, come cancro, ictus e molte altre. Chi non ha facilmente accesso a una foresta può adottare comunque degli accorgimenti anche in casa per aumentare il suo stato di benessere. Guide certificate di forest bathing si possono trovare in tutta Italia.

Pazzi per le foreste!

Storie di follia in occasione della Giornata internazionale delle foreste! Tempo di lettura 4′ Finalmente riesco a parlarvi personalmente: furtivamente sono riuscito ad eludere il controllo dei miei autori! Oggi è passato giusto un anno da quando sono nato e anche se non avevo un nome e non possedevo ancora questa forma (come avrebbe dettoContinua a leggere “Pazzi per le foreste!”

Le foreste nella Pianura Padana

Sarà capitato a molti di viaggiare nella Pianura Padana, in auto su una delle numerose strade che la attraversano oppure semplicemente in bicicletta lungo gli argini dei fiumi. Il paesaggio che la domina è decisamente agricolo: in inverno vediamo le zolle di terra rivoltate, mentre in estate possiamo osservare i campi coltivati a mais, grano, soia. Talvolta si vedono dei boschetti di pioppi in filari perfettamente allineati, che creano giochi geometrici quando li si guardano scorrere velocemente.