Alla scoperta del lato verde di Berlino

Oltre alla cultura underground, la capitale tedesca è anche ricca di verde.

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Alcune settimane fa ho sfruttato alcuni giorni liberi per visitare Berlino. Fin da subito, aggirandomi per la città, ho potuto percepire l’enorme quantità di storia e cultura che essa racchiude. La famosa Isola dei Musei (in tedesco Museumsinsel), il memoriale alle vittime dell’olocausto, la porta di Brandeburgo, e il “check-point Charlie”, storico punto di passaggio del muro tra Germania Est e Germania Ovest, sono solo alcune delle attrazioni storiche più importanti. Seppur la città possa sembrare abbastanza monotona dal punto di vista architettonico a causa della ricostruzione post guerra, mi è piaciuta la grande attenzione che viene data alla cura del verde urbano. Le cattedrali, le piazze, i musei, e gli argini del fiume Sprea, sono tutti impreziositi da alberi che in questo periodo donano alla città i tipici colori dell’autunno.”
Lonely Planet secondo Federico Romanato.

I colori dell’autunno a Berlino. Foto di Vittoria Gennaro.

In Germania viene data una grande importanza alle foreste che costituiscono circa il 33% della superficie del Paese (poco meno rispetto all’Italia), e tale attenzione si percepisce anche nei grandi centri urbani, dove gli spazi verdi sono frequenti e sempre ben curati. Berlino, ad esempio, presenta una sorta di cintura verde di parchi regionali, che circonda i suoi confini separandola dalle comunità vicine, e fungendo da filtro per catturare l’inquinamento proveniente dal centro cittadino. 

La mappa dei parchi regionali attorno alla città. Immagine tratta da http://members.ozemail.com.au/~rjcarne/Berlins_Urban_Forest.html

Anche addentrandosi nella città è possibile godere dei benefici delle aree naturali, come piccoli parchi urbani o giardini di ville e castelli storici. Durante la vacanza, sfruttando una giornata soleggiata e dal caldo alquanto anomalo per il periodo, ho visitato il parco del castello di Charlottenburg. Mi aspettavo il tipico “giardino” ben curato e quasi privo di difetti, con le siepi sagomate artisticamente e grandi composizioni di fiori colorati disposti in aiuole sorvegliate a vista per il timore che qualche turista invadente le calpesti. E invece no! Per quanto ben curato, il parco assomiglia proprio ad una piccola foresta naturale. Tra querce rosse (una specie nordamericana, ma molto diffusa in Germania), pioppi tremoli e betulle, dall’interno dell’area non si percepisce minimamente la vicinanza del centro cittadino e, anzi, sembra il luogo perfetto per rilassarsi e passare qualche momento a contatto con la natura. L’alternanza di ambienti diversi come piccoli laghi, prati e nuclei di alberi, permette al parco di avere un aspetto molto variegato e ricco di biodiversità, fornendo quindi una moltitudine di servizi ecosistemici per cittadini e animali. 

I giardini dell’Isola dei Musei. Foto di Federico Romanato
I colori del parco di Charlottenburg. Foto di Federico Romanato
I colori del parco di Charlottenburg. Foto di Federico Romanato

Un aspetto ben noto della città di Berlino è l’arte del “Gebraucht”, cioè il mercato dell’usato. Questo si vede molto nel settore della moda, soprattutto tra i più giovani che in questo modo riescono a conciliare stile e sostenibilità, stando al passo con i tempi. L’arte del riutilizzo però non si limita solo all’abbigliamento. Nella città infatti sono presenti tre parchi basati sul restauro e la riqualificazione di vecchie strutture dismesse e abbandonate. Assai famoso è il parco naturale Südgelände di Schöneberg, che sorge sui resti di una vecchia stazione di smistamento ferroviario dismessa dopo la Seconda guerra mondiale. I binari sono stati trasformati in passerelle per i visitatori, e il capannone della struttura è diventato un luogo di ritrovo per giovani artisti che hanno qui la possibilità di esibire le proprie opere, magari in concomitanza di uno dei numerosi festival organizzati nell’area. Altri parchi “second-hand” sono il Görlitzer park e Park am Gleisdreieck, anch’essi sorti sui resti di vecchie stazioni ferroviarie entrambi nel quartiere di Kreuzberg.

Un’ultima peculiarità forestale, legata questa volta al mondo dello sport, si può apprezzare visitando l’Olympiastadion di Berlino. All’ingresso dell’imponente struttura, assai cara agli appassionati di calcio per la vittoria dell’Italia nel Campionato del Mondo del 2006, si trova infatti una quercia di oltre 200 anni. La pianta, durante i lavori di costruzione dello stadio nei primi anni del ‘900, è stata volutamente lasciata dall’architetto Otto March come simbolo di benedizione dei futuri giochi olimpici (un po’ come è stato l’ulivo nei primi giochi in Grecia). Proprio per questo motivo durante le storiche Olimpiadi del 1936, svoltesi sotto il regime nazista, oltre alla medaglia, i vincitori ricevevano anche una piantina di quercia.

La quercia “Podbielski-Eiche”all’ingresso dello stadio. Link all’immagine

Si può quindi dire che Berlino oltre alla sua enorme importanza dal punto di vista storico e culturale, merita di essere menzionata per l’importanza che rivolge alla cura del verde urbano, anche come mezzo per il benessere della popolazione. Visti gli ottimi risultati che sono stati raggiunti, magari potrebbe essere una buona idea prendere spunto da loro per qualche progetto futuro anche nel nostro Paese.

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