Che cosa propongono le principali forze politiche per le foreste in Italia?

Un’analisi dei programmi elettorali delle coalizioni e partiti principali sul tema delle foreste per le elezioni del 25 settembre.

Tempo di lettura 8′

In vista delle elezioni del 25 settembre abbiamo pensato di andare a studiare i programmi elettorali delle principali forze politiche in campo per vedere cosa hanno in serbo per il 38% circa del territorio nazionale, cioè per il territorio italiano coperto di foreste. Non ce ne vogliano i lettori se abbiamo trascurato i movimenti più recenti e/o al momento più piccoli, in termini di percentuali negli ultimi sondaggi disponibili. E’ stata valutata la presenza nei vari programmi di riferimenti alle foreste, ai settori che le riguardano, come quello relativo alla filiera del legno, sia in termini ambientali che come risorsa di un sistema produttivo. 

I giudizi sono frutto di considerazioni limitate al tema dell’articolo, le foreste e le politiche che le riguardano, e non si vuole giudicare l’intero programma della forza politica considerata. E’ da evidenziare anche come effettivamente i programmi siano stati preparati con una certa fretta, vista l’imprevedibilità della situazione che ci porta a votare alla fine di questa settimana. 

La coalizione del Centro-Destra: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi Moderati

La sezione 12. del programma elettorale s’intitola “L’ambiente, una priorità”. Si parla di un piano straordinario di resilienza delle aree a rischio dissesto idrogeologico con interventi mirati. Ricordiamo che le foreste in Italia, per la gran parte (87,1%!), sono poste sotto la protezione del vincolo idrogeologico

Si parla di salvaguardia della biodiversità attraverso l’istituzione di nuove riserve naturali, di promozione dell’educazione ambientale e al rispetto della fauna e della flora. Un riferimento diretto alle foreste e ai settori che la riguardano viene fatto menzionando “interventi di rimboschimento e piantumazione di alberi sull’intero territorio nazionale, in particolare nelle zone colpite da incendi o calamità naturali”. 

Nella sezione 13., intitolata “L’Agricoltura: la nostra storia, il nostro futuro”, si menziona indirettamente il settore forestale, con interventi a sostegno di quello agricolo, come incentivi per giovani imprenditori e imprenditoria femminile, rafforzamento di strumenti di garanzia sui finanziamenti a favore delle imprese agricole,  allevamenti e pesca. Anche la promozione di una filiera italiana per l’innovazione agricola può influenzare le foreste e chi ci lavora.

Per capire come nei singoli programmi i partiti di questa coalizione abbiano intenzione di agire su foreste e settori legati ad esse vi invitiamo a leggere l’articolo di Sherwood.

Presenza di foreste e dei settori che le riguardanoSi parla di foreste solo in relazione ad interventi di rimboschimento.
Presenza di foreste in politiche ambientali e della transizione ecologicaSi parla di politiche per la creazione di nuove riserve naturali, che però non riguardano necessariamente le foreste, oltre ad essere riduttivo il riferimento alle sole iniziative di conservazione e protezione. 
Presenza di stime di copertura per gli interventi propostiNessun riferimento.
Totale1/3

Partito Democratico

Il Partito Democratico non menziona, nello specifico, alcun intervento per il patrimonio forestale e i settori che lo riguardano.

Nella parte II del programma si menziona una nuova legge sul consumo di suolo,  una serie di interventi a difesa del suolo agricolo, tra cui un Piano Nazionale per l’Acqua, la siccità e il dissesto idrogeologico. Pur non accennandone direttamente, non si può parlare di dissesto idrogeologico senza parlare di foreste. Come accennavamo prima infatti, una consistente percentuale di foreste sono poste sotto vincolo idrogeologico ed è chiaro il ruolo delle foreste per contrastare il dissesto stesso. 

Si parla di foreste, invece, nell’allegato di Agricoltura, allevamento e pesca. In questo allegato si parla di una serie di misure per l’agricoltura, includendo quindi anche le attività agricole impegnate nel settore forestale. Ricordiamo però che pur essendo due settori affini, non sono sempre sovrapponibili e misure adatte ad uno potrebbero non esserlo per l’altro. 

Si parla di una strategia italiana di carbon farming, che presumibilmente coinvolgerà anche il settore forestale, essendo gli alberi stessi degli ottimi “magazzini” di carbonio.  

Si menziona poi una proposta di legge che agisca su “vigilanza e controllo del territorio forestale”, andando a intervenire probabilmente su quelli che sono i vuoti lasciati dalla disgregazione del Corpo Forestale dello Stato. Si propongono poi il “ripristino e valorizzazione delle aree forestali” e il “sostegno a investimenti in colture arboree pluriennali” (piantagioni di alberi che vengono tagliati e ripiantati periodicamente), che sono più affini al settore agricolo che a quello forestale. 

Giudizio

Presenza di foreste e dei settori che le riguardanoSi parla di foreste, specialmente per quanto riguarda la legge sul controllo e la vigilanza del territorio forestale.

 
Presenza di foreste in politiche ambientali e della transizione ecologicaSi parla del carbon farming, che è per la transizione ecologica, ma non viene fatta diretta menzione delle foreste e della loro gestione, anche se pare inevitabile che ne vengano interessate.
Presenza di stime di copertura per gli interventi proposti0Nessun riferimento. 
Totale1,75/3

Il Terzo Polo: Azione e Italia Viva

Il Terzo Polo ha dedicato una certa attenzione al settore forestale. Nella sezione dedicata alla Transizione Ecologica, viene riconosciuto il ruolo delle foreste nell’assorbire un decimo delle emissioni. Non è chiaro se intendano a livello nazionale o globale, ma presumibilmente si intende a livello nazionale. 

Al punto 2. viene menzionata la necessità di costruire circa 250 impianti di teleriscaldamento alimentati a cippato, da collocarsi nei piccoli Comuni montani. E’ stato previsto un investimento di 125 milioni di euro, permettendo di evitare circa 112 mila tonnellate di CO2 all’anno. Spesso infatti nei paesi di montagna il riscaldamento è a gasolio, oltre alle stufe a legna spesso domestiche. 

Al punto 3. vengono direttamente menzionate le foreste, insieme alla filiera legno. Viene sostenuta la necessità di esercitare una gestione sostenibile, garantendo così un “miglioramento del 30% di carbonio assorbito da questi ecosistemi”. Si tratta quindi di fare gestione forestale che favorisca l’assorbimento di carbonio da CO2. Si parla di “contrastare l’abbandono delle aree boschive, anche aumentando i controlli sui Piani di Gestione Forestale coordinati a livello regionale”. L’abbandono delle aree boschive di per sé alla foresta non fa male naturalmente, tuttavia l’abbandono può ad esempio favorire gli incendi, data la grande quantità di legno morto che si genera nel tempo, oltre alla densità delle piante, specie negli stadi più giovani della foresta. 

Per la filiera del legno si parla di investire 6,6 milioni di euro nelle regioni più ricche di foreste per creare percorsi formativi dedicati ai mestieri del legno in istituti tecnici e ITS. Si parla anche di 25 milioni di euro “per realizzare 50 piattaforme logistico-commerciali”. 

Alla sezione dedicata all’agricoltura viene menzionato il Verde Urbano (punto 9.). Si parla di “piantumare” milioni di alberi in aree urbane, ma integrando gli interventi con una seria pianificazione territoriale. Viene espresso il principio di affidare la cura del verde urbano a professionisti, in maniera continua. Si afferma perciò la necessità di fornire fondi agli enti locali per questo scopo. 

Presenza di foreste e dei settori che le riguardanoSi parla del ruolo delle foreste come serbatoi di CO2, ma anche di gestione forestale sostenibile e della filiera del legno. 
 
Presenza di foreste in politiche ambientali e della transizione ecologicaIndirettamente si parla del ruolo del settore forestale per la transizione ecologica, riferendosi agli impianti a biomassa. Per quanto riguarda le politiche ambientali invece si parla di foreste come serbatoi di carbonio e su come gestirle per migliorare questa funzione, tuttavia vengono ignorati tutti gli altri servizi di cui potremmo beneficiare con una gestione forestale attiva, dove opportuno. 
Presenza di stime di copertura per gli interventi propostiVengono proposte delle stime del costo dei vari interventi proposti. 
Totale2,5/3

Movimento 5 Stelle 

Il Movimento 5 Stelle non parla direttamente di foreste, quanto più in generale di agricoltura, settore alimentare e varie forme di sostegno. Si fa riferimento a incentivazioni della filiera corta, incentivi per il ricambio generazionale nelle aziende agricole, cedibilità dei crediti fiscali per gli agricoltori che investono e del potenziamento del piano transizione 4.0, per incoraggiare gli investimenti nel settore agricolo. 

Altro tema affine al settore forestale è quello della caccia, di cui il Movimento 5 Stelle propone l’abolizione, progressivamente, a partire dal divieto di accesso a terreni privati e con iniziative di contrasto al bracconaggio.

Il settore forestale è molto affine a quello agricolo per molti versi, ma non sempre sovrapponibile.

Giudizio

Presenza di foreste e dei settori che le riguardano0Nel programma non si parla di foreste direttamente. 
Presenza di foreste in politiche ambientali e della transizione ecologica0Pare che le foreste non siano incluse attualmente nelle iniziative legate alla transizione ecologica e altre politiche di carattere ambientale.
Presenza di stime di copertura per gli interventi proposti0Non menzionando interventi riguardanti le foreste, se non per via indiretta con riferimenti al settore dell’agricoltura, non si trovano riferimenti a coperture o stime per gli interventi stessi.
Totale0

Verdi- Sinistra Italiana

Non rientrando tra i partiti che i sondaggi indicano come particolarmente rilevanti, per avere un riferimento utile, sotto al 3% di voti, non abbiamo approfondito Verdi-Sinistra Italiana. Per saperne di più su come affrontano i temi forestali vi rimandiamo all’articolo apposito a cura della Redazione della Rivista Sherwood

Insomma, per concludere, speriamo che questa breve analisi, con tanto di giudizi, vi sia stata utile per farvi un’idea di come le forze politiche in campo si occupano, o meglio, pensano di occuparsi, del territorio italiano coperto dalle foreste. Qualunque cosa ne pensiate, l’importante è comunque informarsi il più possibile e ANDARE A VOTARE!

Buona democrazia a tutti:)

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